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“Il monte degli elfi”

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Uno strano ed insolito evento sta per verificarsi in un monte misterioso popolato dagli elfi della foresta…un re ha deciso di dare in sposa due delle sue sette figlie.

Autore: Hans Christian Andersen

Titolo: Il monte degli elfi

Libro: Andersen, Fiabe 

Casa Editrice: Oscar Mondadori

Vispe lucertole correvano tra le fenditure di un vecchio albero e si comprendevano bene tra loro, poiché parlavano tutte la lingua delle lucertole. «Accidenti! Che brontolio proviene dal vecchio monte degli elfi!» esclamò una lucertola. «Con questo rumore non ho chiuso occhio per ben due notti; era proprio come se avessi avuto il mal di denti, perché anche in quel caso non dormo!» «Sta succedendo qualcosa là dentro!» aggiunse un’altra lucertola. «Il monte si solleva restando appoggiato su quattro paletti rossi fino al canto del gallo, così si cambia l’aria, e le ragazze degli elfi hanno imparato a battere la cadenza con i ben cadenzati piedi in nuove danze. Sta succedendo qualcosa!» «È vero! ho parlato con un lombrico che conosco» disse una terza lucertola «era appena arrivato dal monte, dove per molti giorni e notti aveva scavato nella terra. Lì aveva sentito parecchie cose; quel povero animale non ci vede, ma può strisciare e ascoltare. Aspettano ospiti al monte degli elfi, ospiti distinti, ma il lombrico non vuole dire chi aspettano, o forse non lo sa nemmeno! Tutti i fuochi fatui sono stati chiamati per fare una fiaccolata, come la chiamano loro, e come brillano l’oro e l’argento! Ce n’è parecchio nel monte e è stato esposto al chiaro di luna.» «Chissà chi saranno gli ospiti?» si chiesero le lucertole. «Che cosa stanno preparando? Sentite che rumori! E che ronzio!»

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“I figli di Hùrin”

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Titolo: I figli di Hùrin

Autore: J.R.R. Tolkien

Casa editrice: Bompiani

Illustrazioni: Alan Lee

Dopo una lunga ed estenuante attesa, forse s’incomincia a vedere uno spiraglio di luce che ci condurrà fuori da questa quarantena che ci ha costretto tra le mura domestiche. Ci stiamo forse avvicinando all’uscita del tunnel ma occorrerà rispettare sempre le norme di sicurezza, com’è giusto che sia. Possiamo dunque ingannare l’attesa di questi  giorni  con un libro che ho ripescato dalla mia libreria e che appartiene al grande immaginario ideato dal filologo inglese J. R. R. Tolkien.

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“L’antenato di Bilbo Baggins”

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Titolo: Il cacciatore di draghi

Autore: J.R.R. Tolkien

Casa editrice: Bompiani

Come avrete certamente sentito la quarantena durerà ancora fino a giorno tredici corrente mese. Ciò nonostante non vi è ancora certezza di quando sarà possibile mettere definitivamente la parola fine a tutto per poter tornare alla vita normale; i momenti di scoraggiamento non mancheranno ma possiamo risollevarci il morale viaggiando con l’immaginazione in luoghi fantastici popolati da draghi, elfi e stregoni, pensare e organizzare la prossima vacanza consultando mappe e libri della terra che si avrà intenzione di esplorare, o continuare a fare jogging in salotto facendo finta di partecipare alla maratona di New York. Io preferisco leggere qualche libro che mi distragga dalla realtà quotidiana che è ormai diventata tremendamente monotona.

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“Un re leggendario”

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Titolo: Saga di Ragnarr 

Casa Editrice: Iperborea 

Autore: Manoscritto conservato nella Biblioteca Reale di Copenaghen  

La quarantena, come avrete avuto modo di capire, si prospetta più lunga del solito. Qualcuno sicuramente sperava che entro il 3 aprile le cose potessero gradualmente tornare alla normalità; la luce in fondo al tunnel è ormai visibile ma occorrerà qualche altro giorno in più di clausura. I modi di passare il tempo hanno scatenato la fantasia del popolo italiano: da chi decide di fare la maratona in salotto, a chi suona la chitarra elettrica in balcone, a chi, allenatosi a fare pane e pizze, ha deciso di trasformare la propria cucina in una pizzeria. Non manca chi decide di far trascorrere il proprio tempo usando “metodi tradizionali” come guardare un film o, naturalmente, leggere un buon libro.

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“Vola solo chi osa farlo”

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Titolo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Autore: Luis Sepùlveda

Casa Editrice: Einaudi Scuola, Salani Editore

La quarantena che purtroppo, a causa di forza maggiore, siamo costretti a vivere ha i suoi lati positivi: si può stare comodamente sdraiati su un divano a leggere un buon libro, si possono tirare fuori i vecchi giochi da tavolo o di società con cui si giocava da bambini, si può vedere un film in tutta tranquillità. Il momento che stiamo vivendo è duro ma dobbiamo cercare di essere ottimisti, sono sicuro che ce la faremo e andrà tutto bene. Il libro di cui vi parlerò (sperando di non annoiarvi!) e che ho tirato fuori in questi giorni giaceva da svariati anni nella mia libreria. birds-2132889_960_720Non avevo avuto mai modo di leggerlo, o forse semplicemente non mi andava; fino a quando in questi giorni ho deciso di tirarlo fuori: il titolo, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, mi riporta indietro a quando ero bambino e i miei mi portarono al cinema a vedere il cartone animato. Lo sceneggiato cinematografico, come accade spesso, presenta notevoli differenze rispetto al libro. Inevitabile. Quando ho finito di leggerlo ho pensato fosse giusto farne una piccola recensione. Perché? Semplice: alla luce di quello che sta accadendo nel nostro pianeta ormai da svariati decenni, dove l’intero ecosistema è seriamente compromesso dalle attività umane, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare è un libro che fa riflettere, sorridere ma anche commuovere per la sua profonda umanità, un libro che ci fa aprire gli occhi sul mondo dove ci troviamo a vivere che rischia di sgretolarsi sono i nostri piedi e senza che vi si possa porre rimedio. Continua a leggere ““Vola solo chi osa farlo””

“Tosca dei Boschi”

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Titolo: Tosca dei boschi

Autori: Teresa Radice – Stefano Turconi

Casa editrice: Bao Publishing

“Questa è la storia di un’amicizia improbabile in un tempo di guerre inevitabili…. Questa storia è parte della Storia, ma non si trova nei libri che la raccontano”

Il fumetto è un’arte che mi accompagna sin dalla tenera età: ho cominciato leggendo il Topolino e da lì ho potuto ammirare le tecniche di grandi disegnatori del calibro di Giorgio Cavazzano, Silvia Ziche e tanti altri. 55509701_261979211346233_5862746653869473792_n

Ma c’è un illustratore in particolare che mi è sempre piaciuto. Stefano Turconi. Insieme alla sua compagna Teresa Radice, scrittrice di racconti, hanno dato vita a opere illustrate come Il porto proibito e Tosca dei boschi. Quest’ultima è un vero capolavoro: una storia piena di avventura e colpi di scena che Turconi ha saputo magistralmente disegnare curando fin nei minimi dettagli: l’espressione dei suoi personaggi, i paesaggi, finanche le architetture medievali storiche delle città di Siena e Firenze. Un particolare che mi ha piacevolmente colpito sono i versi poetici di Dante, Pretrarca, Boccaccio e Francesco d’Assisi presenti all’interno e recitati dai suoi protagonisti. Continua a leggere ““Tosca dei Boschi””

“Le fate gabbate”

L’immaginario e il folklore scozzese è spesso popolato da essere magici e dispettosi che si dilettano a fare dispetti a contadini e allevatori. Ma la furbizia e l’ingegno a volte riescono ad avere la meglio contro elfi, folletti e fate che rimangono stupiti dalla genialità degli esseri umani; è quanto succede in questa piccola fiaba dove un giovane fattore sarà alle prese con delle fate dispettose che cercano di rubargli una mandria di mucche. butterfly-2049567_960_720

Ci sono persone che sanno essere più furbe delle fate senza recar loro offesa, e a queste persone spesso le fate stesse mostrano benevolenza. Viveva una volta a Rannoch il figlio di un fattore che soffriva a causa della sua salute malferma. Così passava i suoi giorni sulle colline, dalla mattina alla sera, sperando che l’aria fresca lo aiutasse a guarire. Quando arrivò l’estate e il bestiame venne portato a pascolare sulle colline egli lo seguì, e rimase a sorvegliarlo fino a quando venne riportato a valle all’inizio del periodo della mietitura. In un giorno in cui il cielo era calmo e velato da una densa foschia, il ragazzo si apprestò a riunire le vacche nel recinto per la mungitura, ma si perse nella nebbia e dovette cercarle a lungo prima di poterle scorgere. Alla fine le ritrovò in un ampio avvallamento, dove stavano pascolando in un prato di erba verde e succosa, alta fino ai loro occhi. Era una giornata calda e cadeva un pioggerellina fine fine che faceva spuntare e crescere rapidamente l’erba dal terreno. Continua a leggere ““Le fate gabbate””